VARIAZIONI
Stagione 2024/25
MaMiMò Officine Creative Reggiane
Reggio Emilia
programmazione Angela Ruozzi
“Si spostano le cose, per trovare nuove connessioni”
Maurizio Cattelan
La Stagione 24/25 inaugura un nuovo momento di storia del Centro Teatrale MaMiMò che nel 2024 celebra il suo 20° anno di attività. MaMiMò arricchisce ancor più le sue attività grazie al progetto Officine Creative Reggiane, luogo di ricerca, formazione, residenza e produzione che accoglierà i titoli di questo programma.
Per questa edizione abbiamo scelto il titolo VARIAZIONI, per celebrare i cambiamenti di passo e di sguardo, necessari a tenere viva una storia così lunga; per inaugurare uno spazio di lavoro e incontro in cui nasceranno nuove pratiche del nostro fare teatro; per sostenere l’espressività contemporanea che cerca ostinatamente nuove forme per avvicinarsi al pubblico. Una Stagione dunque tutta dedicata alla nuova drammaturgia e alle sue variazioni, per rileggere i classici alla luce del tempo presente, dare spazio alle voci emergenti del panorama italiano e straniero, sostenere le giovani formazioni teatrali.
PRIMAVERE
Stagione 2023/2024
Teatro Piccolo Orologio
Reggio Emilia
programmazione Angela Ruozzi
“Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere
prima che vengano fotografate”
Diane Arbus
In questa nuova Stagione 23/24 abbiamo il piacere di proporvi tre percorsi.
Il primo, RACCOLTE MAMIMÓ, è una collezione delle produzioni più recenti della Compagnia e delle novità 2023/24. Partiamo da queste ultime. A febbraio vedremo il debutto di La pietra di Marius von Mayenburg, uno degli autori tedeschi contemporanei più rappresentati: le sue opere vengono regolarmente presentate alla Schaubühne di Berlino e al Royal Court Theater di Londra. Sarà una coproduzione MaMiMò/Chronos3, compagnia di Milano fondata nel 2013 da Manuel Renga che firmerà anche la regia del lavoro. A marzo, in matinée, debutterà Io e Monna Lisa, coproduzione Matan Teatro/MaMiMò, per la drammaturgia e regia di Riccardo Bartoletti e Lorenzo Frediani. Verremo trasportati nello studio di Leonardo Da Vinci alle prese con la realizzazione del suo famoso dipinto in continuo disequilibrio tra colpi di genio e fallimenti. Tra ottobre e febbraio potremo rivivere le emozioni di Patria. Il paese di Caino e Abele, House we left, Lady Grey (con le luci sempre piú fioche), Stelle nere in una nuova formula di programmazione su lunga tenitura da mercoledì a domenica. Abbiamo voluto arricchire l’offerta per voi differenziano gli orari di spettacolo (19.30-21.00-19.00) e aggiungendo alcuni momenti di incontro post-spettacolo dedicati alla scoperta dei processi creativi che portano alla realizzazione di uno spettacolo (LA COMPAGNIA INCONTRA IL PUBBLICO) e all’approfondimento di temi e autori (SPAZIO CRITICO) attraverso la collaborazione con ospiti ed esperti del panorama nazionale. Un modo per farvi sbirciare dietro le quinte e confrontarci sulle connessioni tra i linguaggi e i temi della scena odierna e il nostro tempo. Infine, ad aprile Nelly. Qualcuno d’Emilia di e con Francesco Garuti, toccante monologo nato dal desiderio di creare un filo narrativo per le straordinarie testimonianze della nonna, Nelly Saccani, cresciuta in una famiglia di sorelle partigiane di Gavassa (RE), verrà proposto all’interno delle scuole in occasione della festa della Liberazione.
Il secondo percorso, SGUARDI D’AUTRICE, presenta composizioni che mostrano storie, temi e interpretazioni del mondo declinate attraverso lo sguardo femminile. Créature Ingrate, compagnia attiva tra Italia e Francia, in Bozzoli utilizza il teatro d’oggetti e il video-live per dare voce con grande autoironia ad una storia sul tema del sex working. Lisa Moras, direttrice artistica di SpkTeatro di Pordenone, dirige Bash, del drammaturgo americano Neil LaBute: una rivisitazione moderna della tragedia greca (Medea e Ifigenia) ambientata in una violenta New York, dopo una serata di festa (“bash”, appunto). In Vertigine della lista la compagnia Qui e Ora Residenza Teatrale tenta l’impresa di mettere in scena l’omonimo saggio di Umberto Eco, con risvolti tragi-comici e al tempo stesso poetici. Con A number, Luca Mazzone, direttore artistico del Teatro Libero di Palermo, porta in scena un testo inquietante di Caryl Churchill, drammaturga inglese acclamata a livello internazionale nota per il suo stile non naturalistico e capace di continue invenzioni formali. In occasione del Giorno della memoria, presenteremo in matinée Fino a quando la mia stella brillerà. Lorenzo Maragoni trasforma in teatro di narrazione la storia della giovane Liliana Segre a partire dalla sua biografia curata da Daniela Palumbo. Con Raccontami di domani, César Brie, attore, regista e drammaturgo argentino rende omaggio all’universo femminile spiato dalla serratura del bagno. Ma, nelle sue regie, i capovolgimenti prospettici sono infiniti, così come le sfumature dell’amicizia tra le due protagoniste. Con Barabba Teresa Ludoivico, regista e direttrice artistica dei Teatri di Bari, porta per la prima volta in scena un’opera composta nel 2010 dall’importante drammaturgo italiano Antonio Tarantino, in una virtuosa interpretazione che si svolge all’interno di in un’impalcatura per edilizia. E infine Marta Cuscunà, celebre autrice e performer di teatro visuale che unisce ricerca e attivismo alla drammaturgia per figure, ispirandosi liberamente alla vicenda seicentesca delle Clarisse di Udine, realizza La semplicità ingannata, un intelligente ed esilarante inno alla libertà di pensiero.
Non mancherà il classico appuntamento dedicato alle famiglie, esteso, quest’anno, su tre giorni (5-6-7 gennaio) con la compagnia Consorzio Balsamico. Questi pochi centimetri di terra è un viaggio magico nel regno del sonno in cui la narrazione è affidata a due marionette dalla particolare struttura a matrioska, e alle tre animatrici, testimoni della storia che avviene per mezzo delle loro mani.
Oltre l’interesse artistico delle proposte, ci è sembrato importante creare questo percorso a partire da alcune osservazioni relative alla disparità di genere presenti anche nel mondo della cultura. L’associazione Amleta osserva che nei principali teatri pubblici italiani la presenza femminile (registe, drammaturghe, curatrici, attrici) è pari al 31-32% del totale [fonte: www.amleta.org/mappatura]. Sguardi d’autrice è un’azione volta a bilanciare questa percentuale, un segno reale e simbolico nell’ottica di un teatro sempre più inclusivo.
Con il terzo percorso, FOCUS PROGETTI EMERGENTI presentiamo tre lavori che si inseriscono nel costante tragitto di accompagnamento di MaMiMò nei confronti di formazioni in ricerca. La decapitazione di Marco Gualco, Illiberis. Fiaba per un padre mai nato e Con grande sprezzo del ridicolo abitano la zona più sperimentale della nostra Stagione e sono il risultato di esperimenti sul linguaggio di artisti già consolidati sul panorama nazionale o lavori di ricerca di gruppi appena nati.
La fotografa Diane Arbus scriveva “Credo davvero che ci siano cose che nessuno riesce a vedere prima che vengano fotografate”. Questa Stagione di primavere mette in scena le fioriture di idee, progetti, collettivi che stanno arricchendo con i propri colori e profumi i palcoscenici italiani. Come l’obiettivo di una fotocamera, il boccascena del Teatro Piccolo Orologio le fotografa, nella speranza che sempre più persone riescano a vederle.
Vi aspettiamo!
Angela Ruozzi
RIFUGI
Stagione Estiva 2021
Teatro Piccolo Orologio
Reggio Emilia
programmazione Angela Ruozzi
Era da tanto che cercavo di ricordare da dove provenisse l’idea del teatro come rifugio. Poi recentemente ho riletto Chi è dunque l’altro? di Marc Augé e ho ritrovato quel riferimento culturale che avevo dimenticato. Lo riporto qui perché le sue parole, meglio delle mie, possono spiegare il senso di una stagione come questa, che si ri-apre al quartiere e alla città come spazio di mediazione culturale e occasione di incontro, tanto piccolo quanto prezioso. Il Capitolo in questione si intitola La mia capanna in Canada o altrove.
"Poiché resta un sogno di bambino, la capanna, rannicchiata nel fondo del nostro immaginario, permette di ritrarre, come un’opera d’arte, l’ideale di una relazione intima tra esseri umani. Nelle nostre storie di infanzia c’è sempre una capanna: quella che costruivamo nel bosco vicino al paese in cui andavamo in vacanza, quella di Robinson Crusoe, quella dei romanzi di Jack London. Quello che ci attirava e che continua a sedurci nell’immagine della capanna è la doppia e paradossale mossa che consente: il ripiegamento (è piccola, è fatta a misura dell’individuo o della coppia che vi si rannicchia) e l’apertura (non appena spinta la porta, aperta un po’ la finestra, la natura è là, accogliente o minacciosa, sempre un po’ misteriosa, tenuta a distanza da qualche asse fragile ma efficace, che tuttavia ne lascia filtrare i profumi, i rumori, il respiro). La capanna è il lusso dell’individuo che ne fa il suo spazio personale e vi gode di una libertà completa, anche se lo spazio è ridotto e il tempo limitato. La capanna non è destinata ad essere abitata, ma al fare: il boscaiolo, il pescatore, il cacciatore possono avere una capanna. Essa consente il sogno e risveglia i sensi solo a condizione di servire a qualcosa; i bambini l’hanno capito e non inventano capanne se non per fare giochi di ruolo. La capanna è un simbolo. Si sa e si vuole un’immagine, un’immagine che viene mostrata agli altri, non tanto perché facciano finta di crederci, ma perché vi riconoscano, vi ritrovino qualcosa dei loro desideri. La capanna è dunque un’immagine, un simbolo che unisce. O, detto altrimenti, un’opera d’arte".
Intermezzo è un progetto artistico di protesta. Una serie di azioni per porre l'attenzione sul diritto di godere di arte e cultura anche in tempi pandemici. Dopo dodici mesi dalla prima chiusura dei teatri causa Covid-19 nel 2021 e dopo 247 giorni di sospensione delle attività artistiche, questo progetto ha rappresentato un atto di pensiero per esprimere il bisogno di ripresa delle attività il prima possibile. Non solo perché è giusto garantire uguali condizioni a tutte le categorie di lavoratori, ma anche perchè le esperienze artistiche generano benessere per i cittadini e rappresentano un vaccino culturale essenziale al quale una nazione democratica non può rinunciare, anche in tempi pandemici. Un intermezzo in cui ci alziamo in piedi, accendiamo le luci e smettiamo di stare in silenzio.
INTERMEZZO
Stagione 2020/21
Azioni teatrali in tempi pandemici
Reggio Emilia
curatela Angela Ruozzi
Azione 1.
marzo 2021 - affissione poster
Con la cultura non si mangia (di tutto)
Locandine CollettivoFX | attacchinaggio MaMiMò e ReteTetraleRE
Azione 2.
27 marzo 2021 - Giornata mondiale del teatro
Manifestazione Con la cultura non si mangia (di tutto)
Evento realizzato con ReteTeatraleRe | musica dal vivo Sons of other Suns e Gaetano Nenna | baloons reteTeatraleRE | foto Nicolò Degl'Incerti Tocci
Azione 3.
3 aprile 2021 - Sacra rappresentazione
La Passione secondo Giovanni. Lettura delle Sacre Scritture alle Reggiane
letture pubbliche in luoghi insoliti con alcuni cari amici | foto Gianluca Luppi
Azione 4.
26 aprile 2021 - Attività all'aria aperta
30 minuti di attività. Manifestazione d'affetto per il teatro































